Terapia individuale

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La psicoterapia Gestalt individuale

Le sessioni di psicoterapia individuale sono il luogo dell’incontro e della relazione con la psicologa e psicoterapeuta. Intraprendere un percorso di psicoterapia è come fare un pezzo di strada insieme dove si possono fare varie esperienze.

Il lavoro sui conflitti intrapsichici nella psicoterapia Gestalt individuale

Nella psicoterapia Gestalt individuale si può lavorare sui propri conflitti interiori, spesso causa di un “sentirsi sbagliati, inadeguati, inferiori”.
Possono così emergere anche le proprie ambivalenze riguardo a svariate situazioni sia interiori che nel rapporto con gli altri e con le varie situazioni. Lavorare sulle ambivalenze e riconoscerle può consentire di riuscire a prendere una posizione rispetto a situazioni problematiche, per poter meglio orientarsi riguardo ad esse e avere una direzione più chiara nella propria vita.
Può succedere spesso che il “sentirsi sbagliati” derivi dal non essere consapevoli di queste ambivalenze, e a ciò può aggiungersi il malessere causato dal sentirsi giudicati da sè e dagli altri.

Il lavoro col giudizio di sè e degli altri nella psicoterapia Gestalt individuale

I giudizi degli altri su di sè possono esser stati interiorizzati e esser diventati autogiudizi, noi Gestaltisti in questo caso parliamo di “introietti”.
Quando parlo di altri intendo soggetti affettivamente importanti per il soggetto: familiari, amici e colleghi, poi anche datori di lavoro, insegnanti e superiori.
Quindi può capitare che interiorizzando questi giudizi andiamo per il mondo con un’immagine riduttiva di noi stessi, che è poco sostenente per
affrontare le varie situazioni della vita, in quanto è come se dessimo per scontati di essere così come ci hanno giudicati, e il giudizio della madre, del padre, del partner, etc etc, ci è come entrato dentro e ci fa male.

Lavorare sull’origine di una scarsa autostima e sull’origine di possibili stati depressivi nella psicoterapia della Gestalt individuale

Andando in giro coi giudizi degli altri appicicati a sè che poi diventano autogiudizi può capitare che cominciamo a prendercela con noi stessi.
Ciò può essere il primo passo di uno stato depressivo: anziché aggredire il mondo prendendo ciò che riteniamo ci spetti, la rabbia rimane dentro, ed è rivolta contro di sè, e ciò non aiuta ad avere una buona qualità della vita.
Anzi le nostre lotte interne sottraggono molte energie psichiche ad altre esperienze e limitano lo scambio con gli altri e col mondo.

La riappropriazione di se stessi in psicoterapia della Gestalt comincia dal lavoro col corpo

Nella psicoterapia Gestalt individuale si può lavorare sul l’attivazione o ri-attivazione dei sensi e andare alla riscoperta di ciò che ci piace e non ci piace, per cui sarà in questo caso l’ascolto del corpo e delle sue sensazioni ed emozioni a guidarci per orientarci a ciò che ci piace ed evitare ciò che non ci piace. L’ascolto del corpo è fondamentale secondo me per riattivare il sentire e sospendere il giudizio di sè e divenire consapevoli delle ambivalenze.

Ricominciare a desiderare qualcosa per sè attraverso l’attivazione e ri-attivazione sensoriale

Spesso situazioni difficili della vita in cui siamo rimasti incastrati (la fine di una relazione, un lutto, una pessima situazione lavorativa, una vita affettiva poco nutriente….) hanno fatto sì che
smettessimo di desiderare qualcosa per noi.
Da bambini sapevamo molto bene ciò che più desideravamo.
È importante secondo me che attraverso l’aiuto di una psicologa e psicoterapeuta possa riattivarsi la capacità di desiderare qualcosa per sè, e si tratta di un lavoro che parte dalla riattivazione dei
sensi e che porta a riattivare anche l’immaginazione, la fantasia e le intuizioni.
Poter desiderare di nuovo e muoversi nella direzione dei propri desideri può contribuire ad aumentare la propria qualità della vita.

Poter prendersi cura di sè, accettarsi e riconoscersi nella psicoterapia Gestalt individuale

Insieme allo psicologo e psicoterapeuta Gestalt si può lavorare su di sè per auto-accettarsi, riconoscendo i propri punti di forza e i propri limiti.
A volte è possibile andare oltre i propri limiti, altre volte invece è importante per il benessere del soggetto poterli riconoscere e accettare e “starci dentro” con serenità , comprensione e fiducia. Questo lavoro di accettare i propri limiti parte dall’accettazione di tutte le sensazioni ed emozioni che possono emergere nella seduta con una psicologa e psicoterapeuta, sia quelle piacevoli, il sollievo, la gioia, il piacere, sia quelle spiacevoli, la rabbia, la paura e il dolore.

Il lavoro con le emozioni nella psicoterapia individuale della Gestalt

Tutte le emozioni sono ugualmente vitali a fanno da carburante alla nostra vita, se rimangono dentro di noi, inespresse, e non vengono vissute, accettate e comprese, è più difficile per noi muoverci nel mondo e avere una presa su di esso.
Inoltre tutte le emozioni hanno un oggetto ed è importante sapere per cosa si è arrabbiati o dispiaciuti, cosa ci fa male, cosa ci spaventa e cosa ci fa bene e ci piace.
Sentire le emozioni verso se stessi e gli altri senza giudicarle può darci la possibilità di orientarci nel mondo e la nelle relazioni con gli altri in modo nuovo e inaspettato, cogliendo e vedendo se stessi e il mondo con occhi nuovi.

Conclusioni

Ci sono davvero infinite strade che come psicologa e psicoterapeuta posso scegliere di intraprendere quando lavoro, e ciò che mi guida è l’ascolto attivo di ciò che emotivamente passa nella relazione con chi a me si rivolge. Ascolto attivo non significa per me ascoltare e basta, significa recepire coi sensi e con l’immaginazione ciò che mi viene raccontato, e attivare sensazioni, immagini ed emozioni dentro di me collegate a ciò che sto ascoltando.
E significa anche aver sviluppato negli anni una particolare sensibilità per tutte le infinite sfumature emotive che un gesto, il tono della voce, il modo di respirare e di raccontare dell’altro mi stanno trasmettendo.
Questo mi aiuta ad abitare la distanza tra me e l’altro e a co-creare una relazione profonda dove l’altro può esplorare se stesso in un ambiente protetto scoprendo qualcosa di nuovo di sè e facendo nuove esperienze e sperimentazioni prima con me e poi nella sua vita.