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La Psicoterapia Gestalt è come un viaggio di parole, parole che curano, parole che fanno andare altrove. E il viaggio è come lo intende Proust: “Il vero viaggio non è fisico. È guardare ciò che abbiamo davanti tutti i giorni con occhi diversi.” Le parole che si usano con uno psicoterapeuta che ci ascolta sono come delle valigie piene di senso che portano a impreviste connessioni di significati. Nel processo di ricostruzione di senso avviato dalla psicoterapia cose prima inimmaginabili diventano ora accessibili. Questo avviene quando la persona riesce a trovare metafore con cui raccontarsi emotivamente al terapeuta: sta vivendo l’esperienza di trasformare le parole in qualcosa di vivo, fatto di carne e di sangue, e il linguaggio che usa la persona diventa qualcosa che veicola la sua vitalità. In giapponese linguaggio si dice “Kobota” e significa che le parole sono come messaggi che fioriscono dalla grazia generativa, e in quest‘ottica parlarsi può diventare allora come uno scambio di parole in viaggio, dove è possibile esprimersi e confrontarsi con l‘interlocutore, a partire dalle infinite sfumature delle sensazioni ed emozioni che ci abitano. “perdete la testa e riprendete i sensi. (….). L’unico rimedio contro i mali dell’autoimpoverimento consiste nel riprenderci ciò che ci spetta di diritto. (…) L’individuo medio dei nostri tempi vive sfruttando solo una minima percentuale del suo potenziale. (….) Allora, se si scopre come si fa ad impedirsi di crescere, di utilizzare il proprio potenziale, si ha modo di accrescerlo, di vivere una vita più ricca, di diventare sempre più capaci di mobilitare le proprie energie.” (Fredrick Perls, Fondatore della Psicoterapia della Gestalt).
Paola Carosio Psicologi a Torino